Let’s give some clues
About Me
Che vuoi fare da grande? Chiedono tutti.
Ispirato da uno scritto di Luciano De Crescenzo (20/8/1928-18/7/2019).
18:00, 8 Luglio 1988, Milano. Piango. Persone vestite di bianco, chi sono? Poi un sorriso amico. Ciao mamma, ciao papà. Mi portano a casa, mi guardo allo specchio. Chi è quello che mi imita? Rimango a bocca aperta. Spunta qualche dente. Comincio a mangiare cibi solidi. Anche quelli verdi, che non piacciono a nessuno. Buona la frutta. Gioco con le macchinine, belli i motori. Voglio metterci le mani, mi fate avvitare? Niente, nessuno mi ascolta, viti di plastica che non si possono avvitare. Va beh ci riproverò quando sarò più grande. Intanto le chiavi della macchina di papà le tengo io. Mi sento un po’ solo. Poi qualcuno piange, ma chi è? Oh è la mia sorellina, ciao Silvia. Ora siamo in due. Litighiamo, poi ridiamo, poi litighiamo e poi ridiamo. Mi vuoi bene? Si. Anche io. Lei si fa la fontanella in testa con i capelli, io le do un bacio sulla guancia. Bacinella blu? Si la nonna ci fa il bagno sempre lì. E ora che non ci stiamo più? Si va nella vasca. E il nonno? È lì anche lui. Sveglia presto, perché? Ah sì, scuola materna. Pieno di suore in bianco e nero. Ma c’è il giardino col sole, e c’è Stefano, e giochiamo a Batman e Robin. Io voglio fare Batman, ma facciamo a turni. Cosa vuoi fare da grande? Il calciatore, rispondo. E tu? L’ingegnere navale. E cosa fa? Me lo spiega. Non capisco. Boh. Ci riproverò quando sarò più grande. I bagni mi fanno paura, sono sporchi, voglio andare a casa. Piove, arriva papà a prendermi. È tardi, è buio, è freddo. Ora tutti sotto le coperte, ci vuole un po’ prima che si scaldino. Saliamo sul treno, poi traghetto, poi treno, poi un altro, poi la macchina. Finalmente in Sicilia. Arrostiamo salsicce. Poi facciamo la granita con lo zio. Al limone. Ma zio sta male. Lo portano via sulla sedia con le rotelle sotto. E domani non c’è più. Mi stanno facendo uno scherzo. Niente funerale per me e Silvia, ma ci portano al cimitero. C’è la foto sul marmo. Forse ora ci credo. Ma non mi sento triste. Dovrei essere triste. Forse un giorno sarò triste. Compro lo zaino dei power ranger. Torniamo a Milano. Sto crescendo, si va a scuola elementare. Ho il grembiule nero, mi stringe il collo, mi dà fastidio. Stefano non c’è, ma c’è Andrea. Cosa vuoi fare da grande? L’ingegnere a New York. Giornate lunghissime. Prima pagina del quaderno di scienze. Ci faccio uno squalo. Solo uno squalo, visto da sotto. E tutt’attorno c’è l’acqua azzurra. Ma voglio colorare bene, non con la polvere della matita. Ci metto tanto. C’è tanta acqua. Gli altri hanno iniziato a fare lezione, ma io voglio finire di colorare bene. La maestra? Mi lascia fare. Mi accarezza la testa e dice bravo. Grazie maestra, dio solo sa quante maestre in più dovrebbero esserci come te. Poi è il mio compleanno, e con mamma costruiamo la casa di Hansel e Gretel. Polistirolo ricoperto di caramelle. Davanti alla casa due laghetti, con i delfini. Le mie preferite. Ne vorrei mangiare una per festeggiare. Ma la maestra è irremovibile. Devo aspettare il mio turno…l’ultimo. Niente delfini per me. Vado a casa triste. Ma c’è S., il mio primo amore. Le scrivo una lettera con stampata una rosa rossa. Bella la mia S. Voglio la musica. A casa non c’è nulla. Che cassetta vuoi? E che ne so, scegli tu. Alla fine è Eros Ramazzotti. Disegno cartelloni per l’oratorio. Sono bravo. Mamma e papà mi portano a scuola d’arte. Tutti dicono che sono bravo. A me piace. Comincio con i pastelli a olio. Poi carboncino. L’ultimo anno mrs. severità non c’è, è in pensione. Arriva una maestra bellissima. Cosa vuoi fare da grande? Vorrei fare suo marito. A natale lavoretti col punteruolo con mamma e Silvia. Li attacchiamo alle finestre. Tazza di latte e biscotti fuori dalla porta per babbo natale. Ma la carta dei regali è la stessa che hanno comprato mamma e papà. Babbo natale non esiste! Devo dirlo a tutti! Ma la maestra mi sgrida. Giochiamo a calcio nel giardino della scuola. C’è il sole, è quasi estate. Si torna in Sicilia. Ora ho un orecchino, grazie N. (mia cugina). Torniamo a Milano. Casa dolce casa. Ho il cappello di Michael Jordan. Si va alle giostre. Gente cattiva. Spettacolo di Grease a scuola. Faccio Denny Zucco. Bello ballare. Bello il teatro. È un successo. E J. si è innamorata. Io in imbarazzo. Ma a lei non importa. Mi riempie di lettere. Mi sembra assurdo. Chitarra classica. Qualche lezione a casa. Poi sul divano. Sol-Re-Sol-Re, ore e ore. Niente pensieri. Primo pugno al pungiball delle giostre. Beccato di striscio, ma polso ancora intero. Fanno spesso rissa. Io me ne sto sempre alla larga. Voglio uscire con gli amici ma devo anche andare a scuola d’arte. Prima metà dell’estate? In oratorio. Mi diverto. Un sacco di amici. Poi in montagna tutti insieme. Dobbiamo tornare a Milano. Lacrime. Si torna in Sicilia. Spettacolo di teatro a scuola. Debuttiamo. Successone. Mi riempiono di complimenti. Bello. Bello il teatro. Terza media. Il gruppo di amici di scuola si sfalda. Provo. Niente. Sono triste. Chitarra acustica. Blu. Concerto del Lions Club. Io con la chitarra blu. Tesina, che fare? Non so scegliere. Porto tutto. 300 pagine. Vogliono la nascita del Rock. Porto i Doors (grazie N.)…Non sono convinti. Cosa vuoi fare da grande? Non lo so. Liceo, dove? Dev’essere cool. Primo giorno, così così. Arriva l’acne, mamma quanta. Non so che fare. Me la tengo. Triste. Non ho voglia di studiare. Mi annoio. Che fare? Triste. Poi ripetizioni. Che noiaaaaa. Gita a Venezia. Ora sì che ci si diverte. E la chitarra? Compro quella elettrica. Rossa. Abbiamo un gruppo. Suoniamo in giro. Cosa vuoi fare da grande? La rock star. Poi Jesus Christ Superstar. Il musical. Prove tutte le settimane. Inizio scuola di musica. Ma non riesco a studiare molto. E i quadri? Qualcosa, ma a rilento. E gli amici? Nel weekend. E lo sport? Nuoto la sera. E il weekend? Sono stravolto. Troppa roba. Lascio musica. Perché? Perché prima la scuola. Poi T. Ancora una lettera. Stiamo insieme. Felice. Innamorato? Si. Mi raso i capelli. Chissà dove ho preso l’idea. Non mi ricordo. Ancora in montagna, poi Sicilia. Tanti amici. Bene. T. mi ha lasciato. Che fare? Niente. Non faccio niente. A scuola? Niente, non faccio niente. Ma non puoi non fare niente! Non faccio niente. Triste. Allora faccio un quadro. Olio su tela. Primo premio. Soldi. Non male questa storia dell’artista. Bella la matematica. Ma non capisco. Bella la fisica. Ma non capisco. Bella la chimica. Prendo il debito. Che fare? Non so. Torniamo in Sicilia. Gli amici non ci sono più. In motorino con A. Libero, spensierato, voluto. Voglio restare così. Ma si torna a Milano. Bella scienze. Il prof L. è bravo. Qualcosa ho capito. Cosa vuoi fare da grande? Forse il medico. Gita a Roma. Amici nuovi. Ci divertiamo. Si torna alla realtà. Mi piace J. Ma non ho il coraggio. Amici a scuola ma poco fuori. Mi spiace. Ma poi migliora. Patentino per fare il bagnino. Lavoro in piscina. Bello. Un po’ cotto. Però bello. Ora sono maggiorenne, si va a Riccione. Campeggio. Ci derubano. La mia tenda? Era troppo brutta, ho ancora tutti i vestiti. Li beccano. Erano i nostri vicini. Vanno in tribunale. Bagno al mare? Con i due ladruncoli lì di fianco. Ragazze? Niente. Troppo poca convinzione. In quinta si bigia come ci pare. Calcetto la mattina sotto il sole. Poi McDonald’s. Loro, io no. Bello. E il Milan? Pizza e gelato a casa di mamma e papà. Poi V. Complicato. Non so che fare. Non so che dire. Pasqua? Lidi ferraresi. Gita a Praga. Troppo freddo. Il Milan vince la Champions. Si festeggia. Tutti felici. Ci abbracciamo. Poi Berlino. Campioni del mondo. Dove andiamo? Tuffo nella fontana di San Babila. Poi McDonald’s. Loro, io no. Università? Che vuoi fare da grande? L’ingegnere. Perché? Il test di medicina è troppo difficile. Astuto? Ore 16:00 al Politecnico. Presentazioni dei corsi terminate. E adesso? Mi iscrivo lo stesso. Dove? Ingegneria civile. Perché? Perché c’è sempre bisogno di case. Pessimo ragionamento. Voglio fare i ponti. Belli i ponti sospesi. Allora vada per ingegneria civile. Ora studio sul serio. Sono grande. È finito il momento di giocare. Pessimo ragionamento! E l’arte? Sempre a rilento. Torna l’acne. Strano. Che odio. Sono triste. Forse c’è una cura. Guardo ballare salsa in un locale. Pietrificato. Quasi commosso. Voglio imparare. Silvia? Viene anche lei. Cominciamo. Matematica? Sto cercando di capirla. Studio tanto. Studio troppo. Lezioni? Sempre. Vento, pioggia, neve, grandine…non importa. Sempre all’università. Lezioni in sciarpa, guanti e cappello. Mi guardano tutti strano. Ma io ho freddo. Che fatica. E la sera? Unico momento per il resto. E gli amici? Ora ce ne sono di nuovi. Si fa festa. Organizzo. Vacanze? Si perché meritate. Interessante ingegneria. Non sono convinto di aver capito. Ma i voti sono ottimi. Pazzesco. Terzo anno, crisi. Le materie non mi piacciono. Mi annoio. Fortuna che c’è il ballo. Che vuoi fare da grande? Non lo so. Finisco. Laurea 3 anno? Tesi con Andy. Gli altri? Alcuni dovrebbero cambiare vita. Ma no, sono ancora qui. 101/110! come la carica, festeggiamo? Si va a Stoccolma. Ma prima big party. E cena con tutti. Chissenefregadellalaurea (ancora non si usavano gli hashtag), l’importante è fare festa. Tutti felici. Niente ragazze. Triste. Troppa roba. Che fare? Cambio università? Architettura? Sicuramente ci sono più ragazze. Non c’è lavoro…finisco ingegneria. Animatore nelle discoteche? Perché no. Matematica e fisica sempre più interessanti. Bello. Però che noia chiusi qui dentro. Non c’è pace. Mi manca la Sicilia. Troppo tempo. Torno a fare un tour. Passo da Palermo e vado dall’altra zia. Non ci vediamo mai. Triste. Piango. Torno a casa. Malinconico. Esaltato per l’inizio della tesi. Annoiato mentre la facciamo. Analisi su analisi. Andy dice “te l’avevo detto”. Aspettative troppo alte. Deluso. Non voglio stare chiuso tra queste quattro mura. Che vuoi fare da grande? Non lo so. Voglio inventarmi qualcosa. Poi compleanno a Catania, a casa di un’amica. Bello. Dura troppo poco. Si torna a Milano. 110/110! Festa di laurea. Epica. Bevo troppo. Ma tutti contenti. Alle mie feste ci si diverte sempre. E le cene? Di nuovo con tutti. Ci sono i parenti in trasferta dalla Sicilia. C’è anche la zia. Poi K. Troppo grande. Che fare? Stand-by. Si viaggia negli USA. Quasi un mese. Bello. La favola finisce e torniamo a Milano. Ora esame di stato. Il fuso orario mi uccide. Passato lo stesso. Mi iscrivo all’ordine…Mah… ?? … Parto per l’Australia. Voglio imparare l’inglese..fare l’ingegnere. Inglese sì, ingegnere no. Lavapiatti. Cameriere. Non mi pagano. Condizioni igieniche? Sorvoliamo. Insostenibile. Non mi piace. Arriva Ricky. Viaggio di laurea. Ci lanciamo col paracadute. Torno a Milano con i capelli lunghi. Sorpresa. Io e Silvia ci abbracciamo. Lacrime. Comincio a lavorare. K? Relazione stabile. Bello ma che tortura. L’arte? Non c’è più. La musica? Nemmeno. Il ballo? Comincio a insegnare. Guardo la vita fuori dalla finestra del mio ufficio. Piango. Mi fa male la pancia. Tour per gli ospedali. Non capiscono cosa sia. Ho paura. Alla fine colon irritabile. È stress. Venerdì concerto di Jovanotti. Lunedì? Mi licenzio. Torno a casa felice. Mamma furibonda. Papà senza parole. Piango. Ero felice. Non avevo altra scelta. Che vuoi fare da grande? Non lo so. Compleanno a Milano marittima. Festa grande. Tutti contenti…come sempre. Agosto? Al mare. Poi torno. Finisce anche con K. Sono nelle mie mani. Che fare? Corso di barman. Cameriere. Ora ho imparato qualcosa. Comincio pianoforte. Do ripetizioni. Radio in università. Speaker agli eventi. Mi piace. Voglio fare un programma. Scrivo. Non trovo lo spunto giusto. Triste. Accantono l’idea. Festival di Sanremo. Bello. Mi diverto. +100 like alla pagina. Si vola! Interviste. Collegamenti radio con Milano. Video con Elio, 15k di visualizzazioni! La bomba è esplosa! Che vuoi fare da grande? Voglio fare questo! Torno a casa. Mi giro e mi rigiro ma il programma non arriva. Continuo a fare lo speaker agli eventi del Poli. Mi fa impazzire! Corso di dizione e comunicazione. Ripetizioni in una cooperativa…non mi pagano. Lascio e faccio il barman. Poi saggi degli allievi. Lascio il barman e parto per la Sardegna. Animazione in un villaggio. Che vuoi fare da grande? Il presentatore/intrattenitore. Aspettative deluse..ancora una volta. Voglio tornare a casa. Controproposta. Rimango fino a settembre. Ora da mamma e papà non ce la si fa più. Compro casa a Milano. Messa maluccio. Voglio ristrutturarla. Voglio avvitare. Comincio a fare i lavori. Vanno a rilento. La doccia? Mi dà una mano L. Intanto faccio il prof in una scuola. Comincio a studiare canto. Voglio fare il one-man-show. Corso di teatro? È arrivato il momento. Forse. Volevo fare ponti, riprovo come ingegnere. Duro tre mesi. Mi sottopagano. Non sono molto smart questi qui. Cambiare modo di lavorare? Lasciamo perdere. Peròqualcunodelrepartodiarchitetturacistadentro. Ma abbandono. Arriva V. Fiamma spenta prima che il vento arrivasse. Finisco l’anno a scuola. Progetto il mio logo. Compleanno? Imbianco camera con Silvia. Vacanze? Chissà quando ritorneranno. Ormai non ci penso nemmeno più. Beviamo una birra? Sei pazzo…non ho manco un cent. Finisco i lavori. Dura la vita da muratore. Torno a casa dei miei e mi scolo 2 Moretti da 66. Le Moretti le hanno comprate loro. Poi crollo sul divano. Mi trasferisco e intanto finisco la cucina. Monto il parquet. Ora trasloco definitivamente. Capitolo chiuso. Cosa vuoi fare da grande? Potrei progettare oggetti di design. Sono disoccupato. Un corso come saldatore potrebbe servirmi. Bello. Progetto uno specchio. Per ora rimane sulla carta. Fisica ed economia? Potrei tornare all’università. Seguo tre materie al dipartimento di fisica. Duro due settimane. Troppo noioso. Tento il dottorato in economia. Punteggio bassissimo. Non riesco ad entrare. Che fare? A pensarci bene insegnare ballo sta diventando una costante. Arriva natale. Peggior periodo dell’anno. Anno nuovo vita nuova. Che vuoi fare da grande? Il consulente, mi sembra sia stimolante. Inizio a marzo. Il clima da camerata mi piace. In azienda si può fare gruppo. L’ufficio mi sta un po’ stretto. Concerto della scuola di musica? Lo presento io! Stile Sanremo. Lo volevo diverso, per ora va bene così. Troppi impegni. Maggio è l’inferno. Presentare i saggi degli allievi di ballo? Ormai è routine. È estate, si quietano le acque. Torno a disegnare. Nuovo stile. Più introspettivo. Compleanno? Triste. Come sempre. Malinconico. Intanto faccio il mio sito. B: “Ale mi serve una libreria”…Te la progetto io! La costruiamo. Troppe idee, mi serve una lavagna per pianificare. Senza gesso così non sporco. Ottobre altro inferno, poi consulente part-time. Comparsa in un film? Fatto. Sport? Non so che fare. Perché non ballo? Inizio hip hop. La vita mi si illumina, all’età di 30 anni. Finisco il mio sito. Ricky l’altro mi aiuta a montare lo specchio che ho progettato. Profili social? Aperti. Ma ne seguo pochi e senza costanza. Cellulare nuovo. Comincio video-making. Che vuoi fare da grande? Voglio fare il regista. J. e D. si sposano. Regalo? Faccio un video. Provo a presentarlo. Piango. Piangono tutti. Troppo emozionato. Non riesco a presentarlo. C’è bisogno di un evento, con mostra, intrattenimento e djset. Lo vorrei per i miei 30. Non riesco, i tempi si allungano. Slitta a marzo. Però faccio tutto. 150 invitati! Tutti felici. Le feste continuano a funzionare alla grande. Che vuoi fare da grande? L’organizzatore di eventi. Arriva il gimbal per i video! Capitolo consulenza chiuso. Piango. Triste. F: “devo fare un video entro domani, mi aiuti?” “Va bene.” Venuto bene. Mi piace. Intanto Silvia diventa Counselor. E i bigliettini da visita? Te li progetto io! I miei bigliettini? Ancora in stand-by. Voglio scrivere un libro. Mi immergo nella musica. Mille saggi, i miei e quelli degli allievi. Inizio a leggere libri. Inizio a scrivere canzoni. Che vuoi fare da grande? Lo scrittore. “Scriverò un libro in tre mesi!” Pessima previsione. Ne comincio quattro e non ne finisco uno. Alternative? Gestisco i profili social della scuola di ballo. Riprovo a fare il prof. Pianoforte come va? Comincio a studiare jazz. Canto continua. Con gli alunni? Tutto bene, il problema non sono i ragazzi…sono gli adulti. Gli impegni si accumulano. Le ingiustizie in condominio mi mandano su tutte le furie…che fare? Faccio l’amministratore di condominio. Comincio il corso. L’insegnamento va scemando. Che vuoi fare da grande? Marketing online. Figo, mi piace.
Che vuoi fare da grande? Chiedono tutti.
Non so mai cosa rispondere.
Mi serve una biografia.
Ora la scrivo.
15/11/2019
Che vuoi fare da grande? Chiedono tutti.
Ispirato da uno scritto di Luciano De Crescenzo (20/8/1928-18/7/2019).
18:00, 8 Luglio 1988, Milano. Piango. Persone vestite di bianco, chi sono? Poi un sorriso amico. Ciao mamma, ciao papà. Mi portano a casa, mi guardo allo specchio. Chi è quello che mi imita? Rimango a bocca aperta. Spunta qualche dente. Comincio a mangiare cibi solidi. Anche quelli verdi, che non piacciono a nessuno. Buona la frutta. Gioco con le macchinine, belli i motori. Voglio metterci le mani, mi fate avvitare? Niente, nessuno mi ascolta, viti di plastica che non si possono avvitare. Va beh ci riproverò quando sarò più grande. Intanto le chiavi della macchina di papà le tengo io. Mi sento un po’ solo. Poi qualcuno piange, ma chi è? Oh è la mia sorellina, ciao Silvia. Ora siamo in due. Litighiamo, poi ridiamo, poi litighiamo e poi ridiamo. Mi vuoi bene? Si. Anche io. Lei si fa la fontanella in testa con i capelli, io le do un bacio sulla guancia. Bacinella blu? Si la nonna ci fa il bagno sempre lì. E ora che non ci stiamo più? Si va nella vasca. E il nonno? È lì anche lui. Sveglia presto, perché? Ah sì, scuola materna. Pieno di suore in bianco e nero. Ma c’è il giardino col sole, e c’è Stefano, e giochiamo a Batman e Robin. Io voglio fare Batman, ma facciamo a turni. Cosa vuoi fare da grande? Il calciatore, rispondo. E tu? L’ingegnere navale. E cosa fa? Me lo spiega. Non capisco. Boh. Ci riproverò quando sarò più grande. I bagni mi fanno paura, sono sporchi, voglio andare a casa. Piove, arriva papà a prendermi. È tardi, è buio, è freddo. Ora tutti sotto le coperte, ci vuole un po’ prima che si scaldino. Saliamo sul treno, poi traghetto, poi treno, poi un altro, poi la macchina. Finalmente in Sicilia. Arrostiamo salsicce. Poi facciamo la granita con lo zio. Al limone. Ma zio sta male. Lo portano via sulla sedia con le rotelle sotto. E domani non c’è più. Mi stanno facendo uno scherzo. Niente funerale per me e Silvia, ma ci portano al cimitero. C’è la foto sul marmo. Forse ora ci credo. Ma non mi sento triste. Dovrei essere triste. Forse un giorno sarò triste. Compro lo zaino dei power ranger. Torniamo a Milano. Sto crescendo, si va a scuola elementare. Ho il grembiule nero, mi stringe il collo, mi dà fastidio. Stefano non c’è, ma c’è Andrea. Cosa vuoi fare da grande? L’ingegnere a New York. Giornate lunghissime. Prima pagina del quaderno di scienze. Ci faccio uno squalo. Solo uno squalo, visto da sotto. E tutt’attorno c’è l’acqua azzurra. Ma voglio colorare bene, non con la polvere della matita. Ci metto tanto. C’è tanta acqua. Gli altri hanno iniziato a fare lezione, ma io voglio finire di colorare bene. La maestra? Mi lascia fare. Mi accarezza la testa e dice bravo. Grazie maestra, dio solo sa quante maestre in più dovrebbero esserci come te. Poi è il mio compleanno, e con mamma costruiamo la casa di Hansel e Gretel. Polistirolo ricoperto di caramelle. Davanti alla casa due laghetti, con i delfini. Le mie preferite. Ne vorrei mangiare una per festeggiare. Ma la maestra è irremovibile. Devo aspettare il mio turno…l’ultimo. Niente delfini per me. Vado a casa triste. Ma c’è S., il mio primo amore. Le scrivo una lettera con stampata una rosa rossa. Bella la mia S. Voglio la musica. A casa non c’è nulla. Che cassetta vuoi? E che ne so, scegli tu. Alla fine è Eros Ramazzotti. Disegno cartelloni per l’oratorio. Sono bravo. Mamma e papà mi portano a scuola d’arte. Tutti dicono che sono bravo. A me piace. Comincio con i pastelli a olio. Poi carboncino. L’ultimo anno mrs. severità non c’è, è in pensione. Arriva una maestra bellissima. Cosa vuoi fare da grande? Vorrei fare suo marito. A natale lavoretti col punteruolo con mamma e Silvia. Li attacchiamo alle finestre. Tazza di latte e biscotti fuori dalla porta per babbo natale. Ma la carta dei regali è la stessa che hanno comprato mamma e papà. Babbo natale non esiste! Devo dirlo a tutti! Ma la maestra mi sgrida. Giochiamo a calcio nel giardino della scuola. C’è il sole, è quasi estate. Si torna in Sicilia. Ora ho un orecchino, grazie N. (mia cugina). Torniamo a Milano. Casa dolce casa. Ho il cappello di Michael Jordan. Si va alle giostre. Gente cattiva. Spettacolo di Grease a scuola. Faccio Denny Zucco. Bello ballare. Bello il teatro. È un successo. E J. si è innamorata. Io in imbarazzo. Ma a lei non importa. Mi riempie di lettere. Mi sembra assurdo. Chitarra classica. Qualche lezione a casa. Poi sul divano. Sol-Re-Sol-Re, ore e ore. Niente pensieri. Primo pugno al pungiball delle giostre. Beccato di striscio, ma polso ancora intero. Fanno spesso rissa. Io me ne sto sempre alla larga. Voglio uscire con gli amici ma devo anche andare a scuola d’arte. Prima metà dell’estate? In oratorio. Mi diverto. Un sacco di amici. Poi in montagna tutti insieme. Dobbiamo tornare a Milano. Lacrime. Si torna in Sicilia. Spettacolo di teatro a scuola. Debuttiamo. Successone. Mi riempiono di complimenti. Bello. Bello il teatro. Terza media. Il gruppo di amici di scuola si sfalda. Provo. Niente. Sono triste. Chitarra acustica. Blu. Concerto del Lions Club. Io con la chitarra blu. Tesina, che fare? Non so scegliere. Porto tutto. 300 pagine. Vogliono la nascita del Rock. Porto i Doors (grazie N.)…Non sono convinti. Cosa vuoi fare da grande? Non lo so. Liceo, dove? Dev’essere cool. Primo giorno, così così. Arriva l’acne, mamma quanta. Non so che fare. Me la tengo. Triste. Non ho voglia di studiare. Mi annoio. Che fare? Triste. Poi ripetizioni. Che noiaaaaa. Gita a Venezia. Ora sì che ci si diverte. E la chitarra? Compro quella elettrica. Rossa. Abbiamo un gruppo. Suoniamo in giro. Cosa vuoi fare da grande? La rock star. Poi Jesus Christ Superstar. Il musical. Prove tutte le settimane. Inizio scuola di musica. Ma non riesco a studiare molto. E i quadri? Qualcosa, ma a rilento. E gli amici? Nel weekend. E lo sport? Nuoto la sera. E il weekend? Sono stravolto. Troppa roba. Lascio musica. Perché? Perché prima la scuola. Poi T. Ancora una lettera. Stiamo insieme. Felice. Innamorato? Si. Mi raso i capelli. Chissà dove ho preso l’idea. Non mi ricordo. Ancora in montagna, poi Sicilia. Tanti amici. Bene. T. mi ha lasciato. Che fare? Niente. Non faccio niente. A scuola? Niente, non faccio niente. Ma non puoi non fare niente! Non faccio niente. Triste. Allora faccio un quadro. Olio su tela. Primo premio. Soldi. Non male questa storia dell’artista. Bella la matematica. Ma non capisco. Bella la fisica. Ma non capisco. Bella la chimica. Prendo il debito. Che fare? Non so. Torniamo in Sicilia. Gli amici non ci sono più. In motorino con A. Libero, spensierato, voluto. Voglio restare così. Ma si torna a Milano. Bella scienze. Il prof L. è bravo. Qualcosa ho capito. Cosa vuoi fare da grande? Forse il medico. Gita a Roma. Amici nuovi. Ci divertiamo. Si torna alla realtà. Mi piace J. Ma non ho il coraggio. Amici a scuola ma poco fuori. Mi spiace. Ma poi migliora. Patentino per fare il bagnino. Lavoro in piscina. Bello. Un po’ cotto. Però bello. Ora sono maggiorenne, si va a Riccione. Campeggio. Ci derubano. La mia tenda? Era troppo brutta, ho ancora tutti i vestiti. Li beccano. Erano i nostri vicini. Vanno in tribunale. Bagno al mare? Con i due ladruncoli lì di fianco. Ragazze? Niente. Troppo poca convinzione. In quinta si bigia come ci pare. Calcetto la mattina sotto il sole. Poi McDonald’s. Loro, io no. Bello. E il Milan? Pizza e gelato a casa di mamma e papà. Poi V. Complicato. Non so che fare. Non so che dire. Pasqua? Lidi ferraresi. Gita a Praga. Troppo freddo. Il Milan vince la Champions. Si festeggia. Tutti felici. Ci abbracciamo. Poi Berlino. Campioni del mondo. Dove andiamo? Tuffo nella fontana di San Babila. Poi McDonald’s. Loro, io no. Università? Che vuoi fare da grande? L’ingegnere. Perché? Il test di medicina è troppo difficile. Astuto? Ore 16:00 al Politecnico. Presentazioni dei corsi terminate. E adesso? Mi iscrivo lo stesso. Dove? Ingegneria civile. Perché? Perché c’è sempre bisogno di case. Pessimo ragionamento. Voglio fare i ponti. Belli i ponti sospesi. Allora vada per ingegneria civile. Ora studio sul serio. Sono grande. È finito il momento di giocare. Pessimo ragionamento! E l’arte? Sempre a rilento. Torna l’acne. Strano. Che odio. Sono triste. Forse c’è una cura. Guardo ballare salsa in un locale. Pietrificato. Quasi commosso. Voglio imparare. Silvia? Viene anche lei. Cominciamo. Matematica? Sto cercando di capirla. Studio tanto. Studio troppo. Lezioni? Sempre. Vento, pioggia, neve, grandine…non importa. Sempre all’università. Lezioni in sciarpa, guanti e cappello. Mi guardano tutti strano. Ma io ho freddo. Che fatica. E la sera? Unico momento per il resto. E gli amici? Ora ce ne sono di nuovi. Si fa festa. Organizzo. Vacanze? Si perché meritate. Interessante ingegneria. Non sono convinto di aver capito. Ma i voti sono ottimi. Pazzesco. Terzo anno, crisi. Le materie non mi piacciono. Mi annoio. Fortuna che c’è il ballo. Che vuoi fare da grande? Non lo so. Finisco. Laurea 3 anno? Tesi con Andy. Gli altri? Alcuni dovrebbero cambiare vita. Ma no, sono ancora qui. 101/110! come la carica, festeggiamo? Si va a Stoccolma. Ma prima big party. E cena con tutti. Chissenefregadellalaurea (ancora non si usavano gli hashtag), l’importante è fare festa. Tutti felici. Niente ragazze. Triste. Troppa roba. Che fare? Cambio università? Architettura? Sicuramente ci sono più ragazze. Non c’è lavoro…finisco ingegneria. Animatore nelle discoteche? Perché no. Matematica e fisica sempre più interessanti. Bello. Però che noia chiusi qui dentro. Non c’è pace. Mi manca la Sicilia. Troppo tempo. Torno a fare un tour. Passo da Palermo e vado dall’altra zia. Non ci vediamo mai. Triste. Piango. Torno a casa. Malinconico. Esaltato per l’inizio della tesi. Annoiato mentre la facciamo. Analisi su analisi. Andy dice “te l’avevo detto”. Aspettative troppo alte. Deluso. Non voglio stare chiuso tra queste quattro mura. Che vuoi fare da grande? Non lo so. Voglio inventarmi qualcosa. Poi compleanno a Catania, a casa di un’amica. Bello. Dura troppo poco. Si torna a Milano. 110/110! Festa di laurea. Epica. Bevo troppo. Ma tutti contenti. Alle mie feste ci si diverte sempre. E le cene? Di nuovo con tutti. Ci sono i parenti in trasferta dalla Sicilia. C’è anche la zia. Poi K. Troppo grande. Che fare? Stand-by. Si viaggia negli USA. Quasi un mese. Bello. La favola finisce e torniamo a Milano. Ora esame di stato. Il fuso orario mi uccide. Passato lo stesso. Mi iscrivo all’ordine…Mah… ?? … Parto per l’Australia. Voglio imparare l’inglese..fare l’ingegnere. Inglese sì, ingegnere no. Lavapiatti. Cameriere. Non mi pagano. Condizioni igieniche? Sorvoliamo. Insostenibile. Non mi piace. Arriva Ricky. Viaggio di laurea. Ci lanciamo col paracadute. Torno a Milano con i capelli lunghi. Sorpresa. Io e Silvia ci abbracciamo. Lacrime. Comincio a lavorare. K? Relazione stabile. Bello ma che tortura. L’arte? Non c’è più. La musica? Nemmeno. Il ballo? Comincio a insegnare. Guardo la vita fuori dalla finestra del mio ufficio. Piango. Mi fa male la pancia. Tour per gli ospedali. Non capiscono cosa sia. Ho paura. Alla fine colon irritabile. È stress. Venerdì concerto di Jovanotti. Lunedì? Mi licenzio. Torno a casa felice. Mamma furibonda. Papà senza parole. Piango. Ero felice. Non avevo altra scelta. Che vuoi fare da grande? Non lo so. Compleanno a Milano marittima. Festa grande. Tutti contenti…come sempre. Agosto? Al mare. Poi torno. Finisce anche con K. Sono nelle mie mani. Che fare? Corso di barman. Cameriere. Ora ho imparato qualcosa. Comincio pianoforte. Do ripetizioni. Radio in università. Speaker agli eventi. Mi piace. Voglio fare un programma. Scrivo. Non trovo lo spunto giusto. Triste. Accantono l’idea. Festival di Sanremo. Bello. Mi diverto. +100 like alla pagina. Si vola! Interviste. Collegamenti radio con Milano. Video con Elio, 15k di visualizzazioni! La bomba è esplosa! Che vuoi fare da grande? Voglio fare questo! Torno a casa. Mi giro e mi rigiro ma il programma non arriva. Continuo a fare lo speaker agli eventi del Poli. Mi fa impazzire! Corso di dizione e comunicazione. Ripetizioni in una cooperativa…non mi pagano. Lascio e faccio il barman. Poi saggi degli allievi. Lascio il barman e parto per la Sardegna. Animazione in un villaggio. Che vuoi fare da grande? Il presentatore/intrattenitore. Aspettative deluse..ancora una volta. Voglio tornare a casa. Controproposta. Rimango fino a settembre. Ora da mamma e papà non ce la si fa più. Compro casa a Milano. Messa maluccio. Voglio ristrutturarla. Voglio avvitare. Comincio a fare i lavori. Vanno a rilento. La doccia? Mi dà una mano L. Intanto faccio il prof in una scuola. Comincio a studiare canto. Voglio fare il one-man-show. Corso di teatro? È arrivato il momento. Forse. Volevo fare ponti, riprovo come ingegnere. Duro tre mesi. Mi sottopagano. Non sono molto smart questi qui. Cambiare modo di lavorare? Lasciamo perdere. Peròqualcunodelrepartodiarchitetturacistadentro. Ma abbandono. Arriva V. Fiamma spenta prima che il vento arrivasse. Finisco l’anno a scuola. Progetto il mio logo. Compleanno? Imbianco camera con Silvia. Vacanze? Chissà quando ritorneranno. Ormai non ci penso nemmeno più. Beviamo una birra? Sei pazzo…non ho manco un cent. Finisco i lavori. Dura la vita da muratore. Torno a casa dei miei e mi scolo 2 Moretti da 66. Le Moretti le hanno comprate loro. Poi crollo sul divano. Mi trasferisco e intanto finisco la cucina. Monto il parquet. Ora trasloco definitivamente. Capitolo chiuso. Cosa vuoi fare da grande? Potrei progettare oggetti di design. Sono disoccupato. Un corso come saldatore potrebbe servirmi. Bello. Progetto uno specchio. Per ora rimane sulla carta. Fisica ed economia? Potrei tornare all’università. Seguo tre materie al dipartimento di fisica. Duro due settimane. Troppo noioso. Tento il dottorato in economia. Punteggio bassissimo. Non riesco ad entrare. Che fare? A pensarci bene insegnare ballo sta diventando una costante. Arriva natale. Peggior periodo dell’anno. Anno nuovo vita nuova. Che vuoi fare da grande? Il consulente, mi sembra sia stimolante. Inizio a marzo. Il clima da camerata mi piace. In azienda si può fare gruppo. L’ufficio mi sta un po’ stretto. Concerto della scuola di musica? Lo presento io! Stile Sanremo. Lo volevo diverso, per ora va bene così. Troppi impegni. Maggio è l’inferno. Presentare i saggi degli allievi di ballo? Ormai è routine. È estate, si quietano le acque. Torno a disegnare. Nuovo stile. Più introspettivo. Compleanno? Triste. Come sempre. Malinconico. Intanto faccio il mio sito. B: “Ale mi serve una libreria”…Te la progetto io! La costruiamo. Troppe idee, mi serve una lavagna per pianificare. Senza gesso così non sporco. Ottobre altro inferno, poi consulente part-time. Comparsa in un film? Fatto. Sport? Non so che fare. Perché non ballo? Inizio hip hop. La vita mi si illumina, all’età di 30 anni. Finisco il mio sito. Ricky l’altro mi aiuta a montare lo specchio che ho progettato. Profili social? Aperti. Ma ne seguo pochi e senza costanza. Cellulare nuovo. Comincio video-making. Che vuoi fare da grande? Voglio fare il regista. J. e D. si sposano. Regalo? Faccio un video. Provo a presentarlo. Piango. Piangono tutti. Troppo emozionato. Non riesco a presentarlo. C’è bisogno di un evento, con mostra, intrattenimento e djset. Lo vorrei per i miei 30. Non riesco, i tempi si allungano. Slitta a marzo. Però faccio tutto. 150 invitati! Tutti felici. Le feste continuano a funzionare alla grande. Che vuoi fare da grande? L’organizzatore di eventi. Arriva il gimbal per i video! Capitolo consulenza chiuso. Piango. Triste. F: “devo fare un video entro domani, mi aiuti?” “Va bene.” Venuto bene. Mi piace. Intanto Silvia diventa Counselor. E i bigliettini da visita? Te li progetto io! I miei bigliettini? Ancora in stand-by. Voglio scrivere un libro. Mi immergo nella musica. Mille saggi, i miei e quelli degli allievi. Inizio a leggere libri. Inizio a scrivere canzoni. Che vuoi fare da grande? Lo scrittore. “Scriverò un libro in tre mesi!” Pessima previsione. Ne comincio quattro e non ne finisco uno. Alternative? Gestisco i profili social della scuola di ballo. Riprovo a fare il prof. Pianoforte come va? Comincio a studiare jazz. Canto continua. Con gli alunni? Tutto bene, il problema non sono i ragazzi…sono gli adulti. Gli impegni si accumulano. Le ingiustizie in condominio mi mandano su tutte le furie…che fare? Faccio l’amministratore di condominio. Comincio il corso. L’insegnamento va scemando. Che vuoi fare da grande? Marketing online. Figo, mi piace.
Che vuoi fare da grande? Chiedono tutti.
Non so mai cosa rispondere.
Mi serve una biografia.
Ora la scrivo.
15/11/2019
