Teatro, musical, spettacoli

Regia

Di fronte alla necessità di scrivere qualcosa su questa pagina mi sono ritrovato a lottare contro il terribile morbo del blocco dello scrittore. Ripensando alla messa in scena di tutti questi spettacoli eccomi sommerso da una miriade di pensieri, emozioni, dinamiche che mi piacerebbe approfondire per poter dare al visitatore un contesto chiaro. Ma ahimè non credo sarebbe funzionale allo scopo di questo posto e quindi mi affiderò all’antica pratica da secoli utilizzata dai più celeberrimi autori: la scrittura alla cazzo di cane.

In questa modalità di scrittura lo scrittore può buttare giù pensieri e frasi sconclusionate proprio come farebbe un cane (o meglio, il fallo di un cane).

Aladdin

Musical - Le Castella 2023

Estate 2023. Villaggio a Le Castella vicino Crotone, ridente cittadina del sud Italia. Investito della carica di direttore artistico tra i compiti che mi spettavano c’era quello di scegliere 4 spettacoli da portare in scena in quella bellissima terra che è la Calabria, famosa anche per aver vinto il tombino d’oro come peggior regione d’Italia, dettaglio non irrilevante. L’entusiasmo per questo nuovo superpotere svanì quasi subito perché prima di partire, dall’alto della catena di comando, ero stato caldamente invitato a optare per Pinocchio, il famoso musical dei Pooh, conosciuto dal grande pubblico per l’epidemia di diarrea che aveva generato in tutti i suoi spettatori (riuscendo quasi a confondersi con le forme virali che colpivano l’intestino della popolazione in quel periodo). Come cazzo si fa a produrre una roba del genere ancora non mi è chiaro. Ci sarà di mezzo lo zampino di qualche politico corrotto. C’è sempre un politico corrotto quando le cose vanno male, lo sanno tutti.

Dopo 2 ore passate sul cesso ad ammirare l’intera opera Poohiana, in una piovosa domenica pomeriggio di fine maggio, optai per Aladdin come secondo musical, così da bilanciare lo scempio appena visto. Il morale era sollevato. Peccato che giunto sul posto ricevetti la sceneggiatura e il master audio dello spettacolo, che mi avrebbe evitato la chiamata alla “S.C.T. Spurghi Civili e Teatrali”, e scoprii che anche quel musical aveva canzoni scritte dai Pooh! Come Pinocchio! WTF! Decisi che giammai il mio nome sarebbe stato accostato a cotanta monnezza. Iniziai a cambiare in fretta e furia la sceneggiatura e sostituii la maggior parte delle canzoni con quelle del cartone. Insomma il risultato è un intreccio tra Pooh, Disney, e Broadway.

Le attività del villaggio ovviamente non si fermavano, io scrivevo la mattina svegliandomi 1 ora prima e la sera andando a letto 1 ora dopo. La prima del musical è stata in sostanza una prova generale. Che non ho avuto modo di riprendere perché…perché…perché detto tra noi, chi cazzo se lo ricordava che dovevo anche riprendere? Peccato perché tra tutte le repliche è stata quella venuta meglio. Ma tanto su video lo spettacolo si perde comunque, quindi sticazzi.

La maggior parte del cast non era mai salito su un palco, il resto c’era stato ma con molte virgolette. Insomma, pensando a tutti i limiti della produzione posso dire che questo musical è da Oscar. Master audio? Capolavoro. Purtroppo io in tutto questo trambusto mi sono ammalato e ho perso la voce, quindi le canzoni sono tutte in playback, mannaialamiseria.

"Si recitano ruoli di eroi perché si è vigliacchi, ruoli di santi perché si è delle carogne. Ma, più di tutto, si recita perché altrimenti si diventerebbe pazzi"

(Vittorio Gassman)

"Si recitano ruoli di eroi perché si è vigliacchi, ruoli di santi perché si è delle carogne. Ma, più di tutto, si recita perché altrimenti si diventerebbe pazzi"

(Vittorio Gassman)

Se state pensando che questo racconto è poco professionale probabilmente…avete ragione – tanto statisticamente solo una piccola percentuale di visitatori arriverà a leggere fino a qui –, ma in qualche modo mi devo sfogare per non essere riuscito a cantare dal vivo . E comunque in ogni caso fa parte del mio patos. Sono fatto così, poi in certe situazioni cerco di essere moderato, razionale, diplomatico, ma è solo una carineria nei confronti dell’umanità.

Ad ogni modo, nonostante tutto, al pubblico è sempre piaciuto. L’emozione è sempre arrivata. E quindi…datemi sto diamine di Oscar per dio!

Grease

Musical - Le Castella 2023

Se avete letto la parte su Aladdin e ve lo state chiedendo la risposta è sì, alla fine non abbiamo fatto Pinocchio, grazie a…a sto giro grazie alla madonna dai. Qualcuno lassù mi vuole bene e veglia su di me. Il motivo? Avevamo un cast troppo poco bravo (per usare un parafrasismo) per poter replicare quelle coreografie decentemente. O perlomeno qualcosa che ci poteva somigliare. Da un lato peccato perché se c’era una cosa bella di quel musical era il ruolo del protagonista e l’interpretazione di Manuel Frattini. Mi sarebbe piaciuto entrare nella parte. Sembrava divertente.

Quindi il punto era: che musical facciamo in poco più di 4 ore e con un cast da scuola materna? Risposta mia: Grease. Evergreen, abbastanza facile, conosciuto da tutti. Poco altro da dire se non che il playback non aiuta, come sempre accade in questi casi. I cambi scena sono stati una sfida importante per la riuscita dello spettacolo. A parte questo tutto bene ciò che finisce bene. Ah sì, un’osservazione spassionata…ma come cacchio si fa a fare regia e allo stesso tempo essere attori protagonisti in scenaaaaaaaaaaaaaa?!

rehearsal!

Una sbirciatina dietro le quinte

"Se non ci fosse stato il Teatro, non avrei saputo fare altro. Il Teatro è tutta la mia vita. Pensate che a casa barcollo, m’ingobbisco, mi annoio, ma in teatro ritrovo il passo. È un’altra storia. In scena si guarisce. E poi sapete che vi dico: gli attori vivono più a lungo, perché vivendo anche le vite degli altri, le aggiungono alle loro"

(Carlo Giuffré)

"Se non ci fosse stato il Teatro, non avrei saputo fare altro. Il Teatro è tutta la mia vita. Pensate che a casa barcollo, m’ingobbisco, mi annoio, ma in teatro ritrovo il passo. È un’altra storia. In scena si guarisce. E poi sapete che vi dico: gli attori vivono più a lungo, perché vivendo anche le vite degli altri, le aggiungono alle loro"

(Carlo Giuffré)

Taxi a due piazze

Commedia - Le Castella 2023

La par condicio esiste anche nella programmazione della spettacolistica di un villaggio. Se non lo sapevate, sapevatelo. E quindi: 2 commedie per 2 musical (parafrasando 7 spose per 7 fratelli). Quali commedie? Dall’alto della mia cultura teatrale, riconosciuta da tutti, soprattutto dalla Fondazione Nobel che ci ha scritto persino un articolo e tenuto una conferenza a riguardo (trovate tutto qui), roba importante, mica pizza e wurstel, il compito risultava tutto sommato…impossibile. Preso da una crisi di nervi per non riuscire a scegliere tra le miriadi di opere che mi venivano in mente (leggere l’ironia nel sottotesto) optai per “Non è vero ma ci credo”, di De Filippo, Peppino. Mi faceva ridere, i suoi modi di fare mi ricordavano un po’ mio padre, ero contento di poter sperimentare la comicità napoletana.

Qualcuno mi disse che ero ignaro del pericolo a cui stavo andando incontro, perché se tra il pubblico ci fossero stati dei napoletani – spoiler: ci sarebbero stati di sicuro! – mi sarei dovuto preoccupare. In realtà un ospite che veniva da Napoli mi disse una cosa che mi fece riflettere: loro, i napoletani, sono contenti quando la loro cultura viene vissuta, comunicata, esportata. Quando un artista straniero famoso/a canta qualcosa in napoletano, la sua pronuncia non sarà perfetta ma il fatto che si presti a questa interpretazione per loro è un onore. Ora, qualcuno potrebbe obiettare dicendo che io non sono straniero…e manco famoso…ma sorvolerò con nonchalance. Non avevo mai pensato a tutte queste dinamiche che viaggiano nella testa delle persone. Per me era molto semplice: mi piaceva il personaggio, la storia, si era presentata l’occasione per poterla portare in scena, e l’avrei sfruttata, fine, easy-peasy.

Vabbeh ciancio alle bande, sta cavolo di commedia alla fine non si fece. Io non potevo fare il protagonista perché all’interno dello staff c’era una persona napoletana adatta proprio a quel ruolo, e in qualità di regista dovetti cedere lo scettro. Lo spettacolo viene prima della gloria personale (quanto cazzo sono stucchevole). Qualche giorno di lutto ma me ne feci una ragione. Peccato che il copione era molto lungo e il tempo era troppo poco, così il protagonista diede forfè. Io non potevo più riprendere la parte perché in 5 giorni non sarei mai riuscito a impararla (inizialmente avevo in testa di cominciare a studiarla prima di partire) e così, a una settimana dalla prima, andò tutto in vacca. Si decise di andare in scena con un adattamento della commedia di Dario FòNon tutti i ladri vengono per nuocere”, re intitolata “Ladro sì, ma…”, di cui però non ho testimonianze audiovisive se non la foto di copertina di questa pagina.

''La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata.''

(Seneca)

''La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata.''

(Seneca)

Anche per scegliere la seconda commedia cominciai a ravanare in quel pozzo di ricordi che è notoriamente noto per essere pieno di straordinari spettacoli teatrali, il TEATRO vero. Movimenti scènici, ritmo, colpi di scèna, eccetera eccetera (mi raccomando ricordatevi l’ironia nel sottotesto)…tirai fuori Taxi a 2 piazze. Perché? Boh, era in cartellone in quel periodo credo. Vidi un po’ di scene su YouTube, non avevo tempo per guardare tutto lo spettacolo perché ero stato assunto a 2 settimane dalla partenza. Noi gente importante si sa, siamo ricercati sempre all’ultimo. E così Taxi a 2 piazze fu.

Mentre a fine luglio studiavo il copione a cavallo tra malanni vari, mi chiedevo come cazzo mai mi fosse venuto in mente di scegliere una commedia del genere. Battute vecchie. Mi immaginavo le scene e mi imbarazzavo da solo. “Nessuno riderà mai a sta commedia” continuavo a ripetermi. Il copione poi era pure faticoso da studiare, un sacco di battute ridondanti, molte brevi, con botta e risposta veloci. “Sto spettacolo verrà ‘na merda” continuavo a pensare. La prima che doveva essere il venerdì slittò al martedì successivo. Come andò vi state chiedendo? Cazzo di domande sono? Ovvio che è andata alla grande no! Robe da matti. A volte mi chiedo come vi vengono in mente certe cose…non so più cosa fare con voi davvero.

Vuoi dare un'occhiata alla regia video?

Visita la pagina dedicata

SHARE THIS: