Il ballo l’ho scoperto troppo tardi. Mi sarei evitato non so quanti chilometri in vasca. Ho iniziato con il latino americano, perché mi piaceva, e soprattutto perché d’inverno odio andare a bere nei locali, soprattutto a bere nei locali seduti a un tavolo, appena ti siedi a un tavolo la conversazione è morta, invece se stai in piedi al bancone sembra tutto più divertente. Nessuno dei miei amici voleva bere al bancone, quindi dovevo per forza trovare un’alternativa per non uccidere i miei weekend. Il ballo mi ha salvato. Peccato che la danza è un mondo molto più vasto rispetto a quello che avevo visto io fino a quel momento. Finalmente, alla veneranda età di 27/28 anni, credo, ho iniziato il mio primo corso di hip hop. Poi mi sono iscritto a una scuola fighissima dove con un certo abbonamento potevi frequentare tutti i corsi di ballo che volevi: afro, hip hop, video dance, modern ecc… Ma è arrivato il Covid. Avevo pensato anche ad un’accademia di ballo, ma avrei dovuto togliere tempo ad altri progetti, e poi, in fondo, non voglio fare il ballerino nella vita. Così come non volevo fare il pianista. Le specializzazioni eccessive non fanno per me. Si è capito dai.