Ale, Sandro e ..MEG – EP. 2

Ale, Sandro e ..MEG – EP. 2

Episodio 2

Medico: “Ragazzi mi dispiace ma non c’è più niente da fare.”

Un altro duro colpo dopo ..AIO, rimanemmo a fissare il vuoto per circa 30 secondi senza dire nulla mentre il medico continuava a spiegarci cosa sarebbe successo da lì in avanti, la procedura da seguire, i documenti di cui aveva bisogno ecc… Noi ci eravamo persi più o meno il 50% delle sue parole.

Medico: “Ragazzi avete capito?”

Ale e Sandro: “Si certo.”

Rispondemmo in maniera del tutto inespressiva.

Medico: “E allora dovreste darmi il certificato di nascita…”

E ripeté nuovamente la lista srotolata pochi minuti prima. Cominciammo a rovistare tra le carte come degli automi, i nostri pensieri erano ancora adagiati su ..MEG. Recuperammo tutto, firmammo e congedammo il medico con una stretta di mano. Ci girammo verso ..MEG. La scena si ripeté analoga a quella della settimana prima. Lui era lì, ansimante, che ci guardava.

Nei giorni a seguire le condizioni di ..MEG peggiorarono e sentirlo arrancare era una tortura. Percepimmo la nostra impotenza. Finalmente la settimana successiva comparve sullo schermo di ..HONE un numero che non avevamo in memoria.

Ale: “Sarà il corriere.”

Sandro: “Dai rispondi!”

Corriere: “Buongiorno, avremmo un pacco da consegnare ai sig. ..EPE. Quando potremmo venire?”

Ci accordammo sul giorno e sulla fascia oraria. Il momento di salutare ..MEG si stava avvicinando, da un lato eravamo tristi ma dall’altro non sentire più il suo respiro affannoso avrebbe alleviato il nostro dolore. Trascorremmo la mattinata alla scrivania tra pensieri distratti e col cellulare ben in vista in attesa della chiamata.

Fattorino: “Amigo estoi achi, sotto.”

Ale: “Molto bene sono arrivati.”

Fattorino: “Te chiero se puede scendere un momentido.”

Ale e Sandro: “Si certo arriviamo.”

Sandro: “Che rottura ora vedrai che ci sarà qualche problema! Di sicuro!”

Ale: “Non incominciare eh!”

Sandro: “Ma sicuro sarà così! Vedrai! Altrimenti per quale dannata ragione dovremmo scendere giù?!”

Ale: “Ma non lo so, magari hanno bisogno che gli apriamo il cancello.”

Sandro: “Io a volte non capisco se ci sei o ci fai! È ovvio che ci sarà un problema! Tutti i fattorini del mondo salgono senza essere accompagnati! Gli unici due incapaci dobbiamo trovarli noi? Nell’intero pianeta…proprio a noi? Quanti fattorini ci saranno su questa terra? Milioni? E su milioni di fattorini proprio noi dobbiamo trovare quelli che hanno bisogno della badante? Due fattorini su milioni di fattorini, vuoi che ti calcoli la percentuale?! Dovresti saperli fare due conti miseria ladra!”

Ale: “Tu non sei registrato te ne rendi conto si?”

Sandro: “Ah io non sarei registrato?! Io non sarei registrato?! Quant’è vero iddìo andremo a fare i fattorini! Così forse ti renderai conto delle assurdità che fuoriescono da quella bocca maledizione!”

Ale: “Adesso calmati, scendiamo giù come persone normali. Non farmi fare figuracce!”

Ovviamente questa frase lo mandò su tutte le furie, ma confesso che ogni tanto mi diverto a stuzzicarlo. È un po’ un modo per sopravvivere, d’altra parte vorrei vedere voi al posto mio, certe volte può essere davvero ingestibile.

Sandro: “Io me ne frego se fai una figuraccia! Me ne frego se la gente pensa che sono pazzo! Se sono degli incompetenti gli dirò che sono degli incompetenti maledizione! Come si fa a vivere in un mondo dove…”

Cominciammo a scendere le scale, Sandro smise di dare i numeri una volta varcata la soglia, o meglio, continuava a blaterare ma sottovoce. In realtà purtroppo aveva ragione (come spesso accade), i due fattorini ci avevano fatto scendere perché c’era un problema col pacco, la scatola era completamente distrutta sulla parte alta. Guardammo l’involucro, poi ci guardammo, vi lascio immaginare la faccia di Sandro.

Ale e Sandro: “Senti mi sembra che il pacco sia davvero conciato malino.”

Fattorino: “Comprendo capo, quindi lo respingi? Se vuoi te lo apro.”

Ale e Sandro: “e va bene aprilo, vediamo com’è.”

Aprirono il pacco e noi girammo attorno al nuovo ..MEG alla ricerca di eventuali ferite. Inizialmente sembrava tutto in regola ma non eravamo troppo convinti.

Ale: “Sandro non saprei, non sono così convinto che non si sia fatto niente.”

Sandro: “Ma sei pazzo?! Non ti vorrai fidare! Hai visto com’era conciata la scatola?! Sembrava il pacco che Ace Ventura consegna nella prima scena del film!”

Avete presente Ace Ventura? Il film con Jim Carrey! Probabilmente i più piccoli no. Gesù me la facevo sotto dalle risate con quel film. Ora però da ridere c’era ben poco, se non per l’isteria del momento.

Ale: “Eh sì hai ragione. Ma non vedo nulla. Però aspetta, la scatola era parecchio rovinata sulla parte alta e sul retro, magari ha preso un colpo sopra.”

Controllammo la parte alta e in effetti trovammo un disallineamento sul tettuccio, roba da poco ma comunque era qualcosa. Sul lato destro il tettuccio rientrava leggermente a sinistra e sul lato sinistro sporgeva a sinistra, come se avesse preso un colpo in quella direzione. Non eravamo troppo convinti, il difetto non era evidente ma nemmeno volevamo assumerci la responsabilità di accettare un nuovo ..MEG in quelle condizioni. Oltretutto sul fronte del tettuccio era posto lo schermino con i comandi, pensammo che il colpo poteva aver danneggiato qualcosa all’interno. Così lo rifiutammo e rientrammo in casa.

Sandro: “Questa cosa è assurda, quante probabilità ci sono che possa succedere una cosa del genere?!”

Ale: “Non so davvero. In effetti sembra strano anche a me.”

Questa volta non avevo materiale per tranquillizzare quel pazzo che passò i successivi 10 minuti a imprecare in giro per casa. Il giorno dopo ricevemmo la chiamata dal medico.

Medico: “Buongiorno mi è arrivata la comunicazione che avete respinto il pacco.”

Ale e Sandro: “Si purtroppo era davvero in condizioni inaccettabili.”

Medico: “Guardi può succedere che l’involucro possa subire dei colpi ma questo non vuol dire che poi il prodotto all’interno sia danneggiato.”

Ale e Sandro: “No ma ci mancherebbe, nessuno pensa questo, altre volte ci è capitato di ricevere pacchi in condizioni non perfette, l’involucro protettivo ha proprio questa funzione, di danneggiarsi lui per proteggere il contenuto. Però in questo caso era davvero eccessivamente danneggiato, non era proprio il caso di accettarlo.”

Medico: “Capisco. Non è che voi avete delle foto?”

Ale e Sandro: “Noi no ma il fattorino si, può chiedere a lui.”

Medico: “Va bene, intanto abbiamo provveduto ad ordinare un altro ..MEG.”

La telefonata si chiuse così. E sinceramente ci pareva anche strano che non ci fossero stati ulteriori problemi e/o eventi che avessero ritardato ulteriormente le procedure.

Sandro: “Questo non è mica a posto?”

Ale: “Beh dai ha voluto qualche informazione, può essere comprensibile.”

Sandro: “Tu vuoi sempre vedere il lato positivo quando non c’è. Questo non ce la racconta giusta te lo dico io!”

Sandro era preoccupato e in effetti nemmeno io dormivo sogni tranquilli, un po’ perché il tizio non mi aveva convinto del tutto e un po’ perché in queste situazioni l’unico modo per rasserenarmi è quello di arrivare alla fine e chiudere la storia. Mi aveva detto di aver già ordinato il nuovo ..MEG, tutto sommato la mia testa si agganciava a quella frase per far stare sereno sia me che Sandro, che nel mentre era già partito a dare i numeri. Il giorno dopo richiamò il medico.

To be continued…

SHARE THIS:

Lascia un commento