Vorrei iniziare questo mio intervento salutando calorosamente tutti coloro che si sono precipitati, di corsa, sabato notte in stazione a Milano. Per non parlare di tutti quelli che non sono finiti sotto l’occhio degli obiettivi di qualche videomaker, che se ne sono fuggiti bellamente salendo in sella al loro destriero a 4 ruote. Ma non tanto per il fatto che lo abbiano fatto, o meglio non solo per quello, ma soprattutto per le motivazioni che hanno dato, soprattutto, per la celerità con cui hanno processato e assimilato le direttive delle istituzioni…evitare luoghi affollati. Quindi perché non stiparci tutti in un vagone? La connessione logica mi sembra ovvia. Voglio ringraziarli perché hanno confermato quanto ormai penso da tempo, e cioè che la democrazia è una follia (democrazia nella forma in cui la viviamo oggi).
E pensare che una volta ero convinto che fosse la cosa più giusta al mondo. Mi battevo per questa uguaglianza di diritti. Anni dopo ho capito perché lo facevo…lo facevo perché non avevo la percezione di cosa pensa davvero un terrestre medio. E ho usato la parola terrestre non a caso. Ma poi col passare del tempo ho compreso che la capacità di mettere in discussione il proprio pensiero e le proprie azioni, la capacità di mettere in discussione il proprio comportamento e il proprio stile di vita, la capacità di ricercare un senso nelle cose invece che lasciarsi trasportare dagli eventi, ecco tutto questo è assolutamente assente nella testa della maggior parte dei miei concittadini. Il terrore e la paura annebbiano la mente, l’impulso e l’istinto prevalgono senza essere processati, come negli animali. E più vado avanti, più persone incontro, con più persone parlo, con più ragazzi mi confronto e più ho la percezione che questa situazione non può che peggiorare. C’è un film che racconta questo in maniera molto demenziale, si chiama “Idiocracy”. Io non amo i film demenziali, non amo proprio il genere, ma questo film secondo me fa riflettere. Ha dato supporto a quei pensieri che prima tenevo nascosti per paura di ritenerli assurdi.
Grazie a questi signori che ho visto correre all’interno della stazione come se fossero inseguiti da zombie, grazie a tutti coloro che hanno messo prima davanti sé stessi senza nemmeno pensare ai propri cari, ho avuto conferma che la quasi totalità delle persone vive senza essere consapevole che su questa terra si sta come in una grande comunità, dove l’uomo è solo un piccolo tassello, una specie così come ce ne sono tante altre. E come tale deve portare rispetto per il pianeta e per il resto dei viventi che vi sono presenti. Compresi i virus. Perché esistono e non si può vivere facendo finta che non ci siano, pensando che il nostro delirio di onnipotenza possa eliminarli. Essere convinti di poter assumere un ruolo più rilevante fregandocene bellamente di tutto ciò che ci circonda, piante o animali che siano.
E in questo contesto se l’umanità si estinguerà, come un tempo si sono estinti i dinosauri, come probabilmente si sono estinte altre migliaia di specie prima di loro e dopo di loro, beh non sarà che merito nostro. E non pensiate di cavarvela dando la colpa ad un virus. Non pensiate che i morti di oggi siano solo causati da questa corona che vi gira in testa. Perché come la Cina è arrivata a non considerare il problema del mercato degli animali, allo stesso modo l’intero mondo non se ne è preoccupato più di tanto, allo stesso modo per il business tutto è andato avanti secondo copione perché nulla era ancora successo di così grave da poterlo mettere in discussione. Allo stesso modo i 3G, 4G, 5G proseguono senza sapere quali danni causeranno, allo stesso modo la plastica continua a venire prodotta, allo stesso modo in pianura padana si muore di polveri sottili, e potrei andare avanti a riempire fogli senza mai fermarmi.
Ma soprattutto tu lettore allo stesso modo non ti sei chiesto che vita stai vivendo e come la stai vivendo, nessun politico si è mai messo in testa di mandare tutto al diavolo e cambiare sistema, e se mai gli fosse venuto in mente alla fine non lo ha fatto, e sai perché? Perché tu saresti stato il primo a non essere d’accordo, saresti stato il primo a non votarlo. E allora lui, consapevole di ciò, non ha invertito la rotta, non ha tentato di cambiare binario, non ha cercato una visione nuova, perché la verità è che tu non hai la minima intenzione di rinunciare a questo modo di vivere, perché tu vuoi ancora poter comprare 1 paio di scarpe a settimana, 1 paio di pantaloni ogni 2, un paio di giacche ogni 3 e così via. Senza preoccuparti minimamente del motivo per cui lo stai facendo e delle conseguenze che stai generando. La cosa importante è che tu ti senta “libero”, libero di comprare tutto quello che ti passa per la mente, libero di poter soddisfare ogni più futile desiderio a discapito di qualunque gente.
Beh mi spiace ma se davvero il destino è quello di estinguerci, o quantomeno quello che la nostra società vada in crisi profonda e subisca innumerevoli perdite, allora io non me ne starò qui guardare senza dire niente. Lamentando col mio amico una tantum il mio disappunto e la mia rabbia per poi tornare a essere travolto dal flusso come se tutto ciò non stesse succedendo per davvero. La democrazia ha fallito, e ho scoperto che lo dicevano anche i filosofi greci migliaia di anni fa. Su questa terra si vive in comunità my friend, non ti piace? Costruisciti una navicella e vai a vivere su un altro pianeta, ma prega dio che tu sia solo, che non ci sia nemmeno un altro batterio lì con te, altrimenti nulla cambia. Quando discutevo di democrazia dicevo “ma va, secondo te davanti ad un problema del genere vuoi che le persone non facciano così (indicando la soluzione più ragionevole)?”, ecco dopo stanotte posso confermarmi ancora una volta che avevo torto. Avevo sottostimato la capacità intellettiva delle persone.
E se ora che hai finito di leggere stai pensando che ho esagerato, forse dovresti chiedere a te stesso, essere onesto prima di tutto con te stesso, e chiederti se questa tua reazione non sia null’altro che una difesa per non guardare in faccia alla realtà, per non dover cambiare la tua di realtà.
